
Salva articolodi Nicola Calabria
La SP 119 non è una strada qualunque: è l’asse che tiene insieme Patti, Montalbano e tutte le frazioni intermedie. Senza quella connessione il territorio si frammenta, i servizi diventano più lontani, le attività economiche si indeboliscono, il turismo rallenta e i residenti sono costretti a percorsi alternativi interminabili.
Patti e Montalbano non sono mondi separati. Condividono scuole, ospedale, lavoro, commercio, turismo e relazioni quotidiane che rendono indispensabile una viabilità adeguata. Una strada sicura e percorribile non è un favore: è la condizione minima per garantire continuità territoriale e permettere a tutto il comprensorio di funzionare davvero.
Valorizzare la SP 119 significa anche rafforzare l’integrazione mare–monti, unendo l’offerta balneare di Patti con il patrimonio naturalistico dell’entroterra. È una linea ideale che dai laghetti di Marinello conduce all’Argimusco e al Bosco di Malabotta, intercettando quel turismo lento, esperienziale, attento ai percorsi naturalistici e alle identità locali. Un itinerario che potrebbe diventare un vero marchio territoriale, capace di attrarre visitatori tutto l’anno.
E ben venga ogni interessamento, da qualunque parte provenga, purché si traduca finalmente in attenzione concreta e interventi reali su un’infrastruttura che riguarda l’intero territorio. Ed è necessario che anche i cittadini si mettano in movimento, senza aspettare: far sentire la propria voce con petizioni pubbliche, incontri, dibattiti e partecipazione attiva significa rafforzare e sostenere l’azione amministrativa delle due comunità, trasformando una richiesta in una forza collettiva.
Ricordiamoci le parole, oggi più che mai attuali, attribuite al Presidente Kennedy: “Non chiederti cosa può fare il tuo Paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Paese”. Un invito universale alla responsabilità civica, alla partecipazione attiva e al futuro del nostro territorio.













