
Salva articolodi Nicola Belfiore
Ormai da anni, quasi in modo sistematico, pubblichiamo articoli sulla chiusura della nominata “bretella” che altro non è che una strada alternativa, con poche curve, utile a evitare il tratto tortuoso del “Magaro”. Un breve percorso dettato dall’esigenza di consentire un passaggio agevole e soprattutto in sicurezza per i camion o gli articolati che, per esigenze commerciali, transitano quotidianamente da e per Montalbano, basti pensare al traffico generato dalla distribuzione dell’acqua Fontalba. Paradossalmente, però, della strada in questione, proprio ai TIR per i quali era stata principalmente progettata, è stato inibito ultimamente il passaggio.
Ora, al di là delle soluzioni e dei numerosi interventi che ha subito questa “tela di Penelope”, a seguito delle abbondanti piogge, la strada è stata chiusa in quanto una frana di importanti dimensioni ha trascinato a valle parte dell’asfalto, rendendo impossibile il transito. Immediata la segnalazione dell’amministrazione comunale per richiamare l’attenzione della città Metropolitana di Messina, del Genio Civile e della Protezione Civile Regionale. A seguire, anche il gruppo di opposizione consiliare ha inoltrato alla Città Metropolitana una richiesta urgente di interventi vari sulla provinciale Falcone- Santa Barbara. Al di là delle segnalazioni e denunce, resta il fatto obiettivo che il nostro territorio rischia il completo isolamento in quanto anche la statale che collega Montalbano con Patti e quella che collega Montalbano con Randazzo versano in condizioni pietose.
A nostro modesto parere, chi ha realizzato pochissimi anni fa la strada di collegamento Falcone-Santa Barbara doveva essere bloccato durante l’esecuzione dei lavori perché, come abbiamo già denunciato proprio dalle pagine di Montalbano Notizie, non sono stati rispettati i requisiti minimi per garantire un manto stradale sicuro e dei muri di contenimento adeguati a trattenere le pareti friabili che continuamente precipitano sulla carreggiata. Infatti le reti di protezione sono inadeguate in quanto ancorate sulla stessa parete e non, come dovrebbe essere, sul muro sottostante. Per essere ancora più espliciti, si è risparmiato: sui muri lasciandoli ad un’altezza non in linea con le esigenze della strada; sulle reti non ancorandole sui muri sottostanti; sull’asfalto di pessima qualità che rende le carreggiate, in caso di pioggia, molto pericolose e i numerosi incidenti hanno confermato questa caratteristica. Ci chiediamo: questi “risparmi” dove sono andati a finire?











