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Il giornale di Montalbano Elicona (ME)

MUSEO DELLE ARMI, UN EPILOGO VERGOGNOSO

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di Nicola Belfiore

Ci siamo occupati più volte del museo delle armi ricostruito per opera artigiana dal maestro Averna, già nel lontano 2008 (sindaco Simone). Avevamo fatto da tramite con le diverse amministrazioni affinché venisse onorato l’accordo di comodato d’uso concesso dal maestro Averna al comune di Montalbano. Avevamo anche seguito con animosità le numerose richieste dello stesso artigiano, inoltrate ai vari sindaci che si sono alternati in questo lasso di tempo, senza nulla ottenere nonostante le tante promesse e  compromessi a cui era sceso lo stesso Averna pur di venire a capo di una situazione ormai logora e satura. Personalmente ho intervistato qualche anno fa l’attuale sindaco Todaro ottenendo la promessa di una dilazione di pagamento che doveva, di li a poco, essere inoltrata all’artigiano citato per definire in modo risolutivo il contendere. Nell’assoluta indifferenza di tutti, il maestro Averna non solo a tutt’oggi non ha ricevuto il compenso pattuito ma si è sentito messo alla porta da chi, pur ricevendo continue telefonate, faceva finta di nulla. Oggi la situazione si presenta sotto una luce diversa, quella legale. Infatti, tramite l’avvocato Fabio Cantarella, il maestro Averna presenta il conto al comune di Montalbano Elicona, non solo per salvaguardare i propri diritti economici ma, soprattutto, nel riscatto prioritario dell’umiliazione subita alla veneranda età di 82 anni.  Di seguito il contenuto della lettera dell’avvocato: “Tutto ciò premesso e considerato, SI DIFFIDA E METTE IN MORA codesto Comune a restituire immediatamente tutti i beni ancora detenuti e di proprietà del signor Averna, previa fissazione di data per la riconsegna ovvero, in alternativa, a manifestare formale volontà di procedere all’acquisto degli stessi, con definizione del relativo corrispettivo. In ogni caso, si invita e diffida codesto Ente a corrispondere un’indennità per l’utilizzo sine titulo di quei beni ancora oggi di proprietà del signor Averna, dalla data di scadenza del comodato ad oggi, da quantificarsi anche in via equitativa in euro quindicimila, oltre interessi come per legge maturati e maturandi sino all’effettivo soddisfo, nonché oltre alle spese legali”. A nostro giudizio il problema è stato affrontato con disarmante superficialità e incompetenza amministrativa già all’origine, in quanto, così come si dovrebbe operare nel pubblico, ogni prestazione d’opera dovrebbe avere un preventivo di spesa e, al momento della stipula, l’accordo va mantenuto e onorato fino in fondo. L’iter amministrativo-burocratico farraginoso e un comportamento, per nulla corretto, fortemente superficiale ed irrispettoso, hanno compromesso il risultato finale che avrebbe dovuto essere lineare e immediato. Nessuno, poi, degli amministratori ha considerato il fatto che, in tutti questi anni, i turisti hanno potuto visitare la collezione di armi presente nei saloni del castello grazie solo alla bontà d’animo del maestro Averna che mai ha intrapreso un’azione legittima di esproprio e indennizzo. Questo diventa un aggravante in quanto mette in luce l’aspetto scorretto di un comportamento profittevole che si è protratto negli anni nonostante si siano avvicendati ben tre diversi sindaci. Sarebbe bastato accantonare una piccola somma dei ticket d’entrata al castello, pagati anche per vedere l’esposizione delle armi, per appianare il debito contratto col maestro Averna. Tutta questa triste vicenda ha il sapore amaro della vergogna sotto il profilo umano, in forma prioritaria, ed in subordine sotto quello amministrativo. Ci auguriamo che l’intervento di un’azione legale possa bucare questo muro di gomma e rendere il dovuto a chi ha messo passione, arte, dedizione e sacrificio in un lavoro che ha richiesto parecchi mesi per la realizzazione.