
Salva articolodi Carmela Pantano
La vita dovrebbe essere una raccolta di bonus. Dopo ogni giorno, ottenere un punto per ciò che si dà al mondo e ogni dieci anni fare un esame in cui si contano i bonus ottenuti: l’esistenza continua per chi ne ha abbastanza, finisce per tutti gli altri. Quanta giustizia ci sarebbe in tutto ciò, senza due pesi e due misure. Quanta equità. Le regole del gioco, però, non sono queste, sono molto più complesse, contorte, complicate. Ingiuste.
Lidiana Nasissi ha lasciato questo mondo, dopo una vita di lavoro, affetto dato e ricevuto, generosità e lealtà. Aveva ancora il diritto di continuare ad attraversarla questa esistenza, per dare e ricevere.
Per un quarantennio è stata impiegata del Comune di Montalbano Elicona, colonna portante dei servizi sociali. Faceva il suo dovere, chiunque ci fosse, con qualsiasi Amministrazione, amica o nemica che fosse. Anche quando fu trasferita nei piani bassi del Palazzo, perché le idee si indossano sempre e camminano con noi, continuò a fare il suo dovere, sapendo che questo era l’unico modo per tornare ai piani superiori e così fu. Era schietta, diretta, dispensatrice di buoni consigli, tirava le orecchie come pochi ma solo quando era veramente necessario. Quando fui Assessore prima e consigliere comunale dopo, arrivando di corsa al Comune, la salutavo aprendo la porta a vetri del suo ufficio, mettevo dentro la testa e le mandavo un bacio volante. Se non c’erano problemi ricambiava semplicemente il bacio, in caso contrario mi diceva “Vieni qui, entra”. Quando aggiungeva “Siediti”, allora i guai erano davvero seri. Tutte le figure legate al sociale, gli assessori, gli assistenti sociali, i vari professionisti legati al distretto socio sanitario con cui aveva contatti continui, li adottava, era in grado di divenire un punto di riferimento costante, giusto, rigoroso e sincero come pochi. Lo fece con me, con gli assessori Cettina Lenzo e Gianluca Materia, con gli assistenti sociali Claudio Aloisi e Gaetano Costanzo e con tantissimi altri.
Negli ultimi anni ha combattuto con forza. Poi, purtroppo, gli ostacoli non si presentano mai da soli e non sempre si riesce a saltare di continuo.
L’ultima volta che la vidi, poche ore prima che ci lasciasse, prima di andarmene le mandai un bacio volante che lei ricambiò. Era il suo saluto, lo capì subito. La chiusura del cerchio. Avrebbe meritato altro, quella vita fatta di bonus con un esame periodico.








