
Salva articolodi Giuseppe Simone
Per chi come me ha una visione Cristiano-Cattolica della morte, come Pasqua verso quella vita che placa ogni angoscia ed ogni sofferenza per tutti gli uomini retti e giusti, nel ricordare il caro amico Luigi, m piace partire dalla certezza che la sua rettitudine e le sue sofferenze in questa terra siano state sufficienti per garantirsi quella nuova vita che Cristo ci ha promesso. Mi piace ricordare le tre dimensioni nelle quali io l’ho conosciuto. LA DIMENSIONE PROFESSIONALE Durante lo svolgimento della mia lunga attività professionale di medico a Montalbano, è stato lo specialista cardiologo di riferimento mio e dei miei pazienti. In questa veste, assieme a me, è entrato in quasi tutte le case dei montalbanesi, facendosi apprezzare per le sue doti professionali, ma soprattutto per la sua umiltà ed umanità. LA DIMENSIONE AMMINISTRATIVA Nel mio decennio di Sindacatura l’ho avuto sempre al mio fianco in vari ruoli ed in tutti si è sempre guadagnato la stima dei colleghi e l’apprezzamento dei funzionari e dei dipendenti del Comune. Non posso non ricordare le sue doti di abile mediatore esercitate con disarmante stile e leggerezza. Né io né i colleghi amministratori né i dipendenti lo abbiamo mai sentito urlare o imprecare, anzi, con determinata pacatezza ha aiutato me e la comunità a dirimere le questioni anche quelle più spinose affrontate nell’amministrazione. In ultimo, ma solo cronologicamente la DIMENSIONE DELL’AMICIZIA nei momenti di difficoltà, proprio quando si capisce chi ti è amico, me lo sono trovato sempre accanto. Mi piace ricordarne uno in particolare, l’ultimo giorno di vita di mia madre. Per una sopraggiunta complicanza cardiaca l’ho chiamato, si trovava in ferie a Montalbano. Ha compreso la gravità del problema, mi ha aiutato a somministrare la terapia, ma non si è più allontanato da casa mia rimanendo accanto a me e alle mie sorelle fino all’ultimo respiro della mia adorata mamma. La sua compenetrazione e la sua umanità mi sono rimaste dentro. Nell’ultima fase della sua vita ci siamo un po’ persi, per mia colpa. Non reggevo emotivamente il suo patologico cambiamento e per questo, fino a quando era partecipe, lo sentivo telefonicamente ma evitavo di incontrarlo. L’ultimo incontro, durante il quale ho percepito la gravità della sua malattia, è stato in palestra a Montalbano nella occasione della festa del mio pensionamento. Lui, con la sua Marilia, cui va il mio apprezzamento per l’amorevole gestione dei complicati ultimi anni, ha voluto essere accanto a me e gioire con me per l’ambito mio traguardo. Cose semplici, piccoli particolari che contraddistinguono una Amicizia scritta volutamente con la A maiuscola. Caro fraterno amico mio, l’amarezza per il distacco inevitabilmente sofferta da Marilia, dai tuoi figli, dai tuoi parenti e dai tanti amici, come dicevo in premessa, è per noi credenti affievolita dalla certezza della ritrovata serenità e felicità nella vita eterna. Da parte mia sono grato a Dio che mi ha permesso di conoscerti, mi ha permesso di condividere un tratto del percorso di questa vita umana, e mi ha permesso di avere avuto il privilegio di essermi stato amico. Ciao Luigi Che il Signore ti accolga tra i suoi Angeli nella nuova vita che non conosce sofferenze.












